Quindi, se ogni volta non avete il tempo e soprattutto la voglia di rileggere tutti i capitoli precedenti, vi ho fatto dei riassunti, spero abastanza dettagliati, in modo che non perdiate il filo del discorso. Mi sembra inutile dire che i riassunti contengono SPOILER relativi alla trama. Se non avete letto un capitolo non leggetevi il riassunto relativo che serve solo a rinfrescare la memoria a chi l'ha già letto.
L'AMORE BIANCO - Indice capitoli
Riassunto capitolo 01 - leggi su EFP - STAMPINI DI PATATE
Riassunto capitolo 02 - leggi su EFP - PORTO DI MARE
Riassunto capitolo 03 - leggi su EFP - IL BIANCONIGLIO
Riassunto capitolo 04 - leggi su EFP - ORME SULLA NEVE
Riassunto capitolo 05 - leggi su EFP - RAGAZZA INCINTA
Riassunto capitolo 06 - leggi su EFP - LA SENSAZIONE
Riassunto capitolo 07 - leggi su EFP - GLI OCCHI VERDI DI CATRINA
Riassunto capitolo 08 - leggi su EFP - IL RIVALE
Riassunto capitolo 09 - leggi su EFP - CIÒ CHE STA ALLE SPALLE
Riassunto capitolo 10 - leggi su EFP - LA TOMBA -
Riassunto capitolo 11 - leggi su EFP - LA RISATA DI YURI
Riassunto capitolo 12 - leggi su EFP - IL BRINDISI
Riassunto capitolo 13 - leggi su EFP - PASSI SULLA PIETRA
Riassunto capitolo 14 - leggi su EFP - IL GIURAMENTO
Riassunti
Siamo a Mosca, al Monastero. Yuri Ivanov, nello studio che un tempo era stato di Vorkof, ha appena concluso una telefonata. È stanco e non dorme molto a giudicare dal suo aspetto.
Nella stanza fa il suo ingresso Boris che si dimostra infastidito proprio a causa della telefonata del suo capitano. È infatti riuscito ad ascoltare le ultime parole e ha capito con chi Yuri stesse parlando, ovvero Kai Hiwatari, e non perde occasione per dimostrare tutto il suo disappunto e le sue riserve sul blader giapponese. Yuri tenta inutilmente di evitare le rimostranze di Boris lasciando cadere la sua attenzione sull'alone di una vecchia macchia di sangue sul muro, ma è costretto a discutere con l'amico. Dalla conversazione fra i due, si capisce che i ragazzi hanno un problema che riguarda il denaro e che il russo ha chiesto aiuto proprio a Kai Hiwatari.
Riuscito finalmente ad allontanarsi da Boris, Yuri ripensa agli eventi degli ultimi due anni che lo hanno portato a prendere sulle proprie spalle la responsabilità del Monastero Vorkof che si è trasformato in un ricovero per i ragazzi senza fissa dimora di Mosca. Il russo raggiunge infine Sergej, impegnato ad intrattenere alcuni bambini realizzando dei piccoli stampini con le patate. Fra questi c'è una graziosa bambina dagli occhi verdi, Catrina, che dimostra un attaccamento molto forte nei confronti del ragazzo biondo. Yuri sgrida Sergej: «Quante volte devo dirti di non fare gli stampini con le patate?! Devono mangiarle e non giocarci! Non abbiamo di che sfamarli e tu fai gli stampini!!»
Sergej domanda scusa, ma si dimostra complice dei bambini, che sembrano divertirsi molto. Yuri alza gli occhi al cielo, la sua ramanzina pare sia stata inutile, e comunica a Sergej di aver informato Kai del loro problema.
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Nella stanza fa il suo ingresso Boris che si dimostra infastidito proprio a causa della telefonata del suo capitano. È infatti riuscito ad ascoltare le ultime parole e ha capito con chi Yuri stesse parlando, ovvero Kai Hiwatari, e non perde occasione per dimostrare tutto il suo disappunto e le sue riserve sul blader giapponese. Yuri tenta inutilmente di evitare le rimostranze di Boris lasciando cadere la sua attenzione sull'alone di una vecchia macchia di sangue sul muro, ma è costretto a discutere con l'amico. Dalla conversazione fra i due, si capisce che i ragazzi hanno un problema che riguarda il denaro e che il russo ha chiesto aiuto proprio a Kai Hiwatari.
Riuscito finalmente ad allontanarsi da Boris, Yuri ripensa agli eventi degli ultimi due anni che lo hanno portato a prendere sulle proprie spalle la responsabilità del Monastero Vorkof che si è trasformato in un ricovero per i ragazzi senza fissa dimora di Mosca. Il russo raggiunge infine Sergej, impegnato ad intrattenere alcuni bambini realizzando dei piccoli stampini con le patate. Fra questi c'è una graziosa bambina dagli occhi verdi, Catrina, che dimostra un attaccamento molto forte nei confronti del ragazzo biondo. Yuri sgrida Sergej: «Quante volte devo dirti di non fare gli stampini con le patate?! Devono mangiarle e non giocarci! Non abbiamo di che sfamarli e tu fai gli stampini!!»
Sergej domanda scusa, ma si dimostra complice dei bambini, che sembrano divertirsi molto. Yuri alza gli occhi al cielo, la sua ramanzina pare sia stata inutile, e comunica a Sergej di aver informato Kai del loro problema.
Yuri lascia Sergej con i bambini e raggiunge l'atrio notando la porta principale aperta. Affacciandosi nel gelo del cortile trova Boris intendo a discutere con Andrej, un ragazzo biondo cenere, a capo di un gruppo di giovani vagabondi che approfitta spesso dell'ospitalità del al monastero quando più gli conviene, cosa che infastidisce Boris, ovviamente. Ignorando l'opinione dell'amico in proposito Yuri concede nuovamente ospitalità ad Andrej e al suo gruppo.
Questa volta però Boris non è intenzionato a lasciar correre e quella sera stessa, mentre i ragazzi sono radunati in mensa per la cena, affronta il discorso con Yuri arrivando a dirgli: «Tu non puoi salvare tutti, Yuri, non puoi! E poi per cosa? Eh?! Per cosa? Per farsi solo prendere per il culo da quei bastardi di strada!?»
La reazione di Yuri è tanto veloce quanto apparentemente irrazionale: colpisce Boris con un pugno in pieno volto. Per un momento questi si sente sopraffatto dal potere del proprio capitano, ma si riprende prontamente. Yuri non lo guarda nemmeno in faccia quando tenta di domandargli scusa e questo lo infastidisce molto. I due si separano senza dirsi altro.
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Questa volta però Boris non è intenzionato a lasciar correre e quella sera stessa, mentre i ragazzi sono radunati in mensa per la cena, affronta il discorso con Yuri arrivando a dirgli: «Tu non puoi salvare tutti, Yuri, non puoi! E poi per cosa? Eh?! Per cosa? Per farsi solo prendere per il culo da quei bastardi di strada!?»
La reazione di Yuri è tanto veloce quanto apparentemente irrazionale: colpisce Boris con un pugno in pieno volto. Per un momento questi si sente sopraffatto dal potere del proprio capitano, ma si riprende prontamente. Yuri non lo guarda nemmeno in faccia quando tenta di domandargli scusa e questo lo infastidisce molto. I due si separano senza dirsi altro.
Dopo il litigio con Boris, Yuri si rifugia nell'ufficio dove passa la notte tormentato da ricordi del passato. Il giovane russo rivive nella sua mente i momenti successivi alla finale del primo torneo mondiale di beyblade; Vorkof, deluso perché aveva miseramente perso contro Takao, sfoga la sua rabbia su di lui, picchiandolo ed infine sbattendolo violentemente contro il muro procurandogli la ferita alla testa che macchia tutt'ora la parete della stanza.
La mattina successiva Yuri si sveglia desideroso di respirare un po' d'aria fresca e schiarirsi le idee; scende quindi nel cortile. Boris vede il compagno uscire e decide di seguirlo per poter chiarire con lui. Yuri però quasi non si accorge di Boris, la sua attenzione è catturata da un coniglio bianco vicino al cancello del Monastero. Il piccolo animale è ferito e Yuri, impietosito, decide di aiutarlo, ma il roditore non è intenzionato a farsi catturare e lasciando tracce di sangue dietro di sé, trascina il ragazzo fin nel bosco.
Yuri ricorda le parole di Boris della sera precedente e comincia a chiedersi perché abbia seguito l'animale. Quando finalmente il ragazzo raggiunge il coniglio si accorge con terrore che entrambi sono circondati dai lupi, attirati evidentemente dall'odore del sangue.Torna su
La mattina successiva Yuri si sveglia desideroso di respirare un po' d'aria fresca e schiarirsi le idee; scende quindi nel cortile. Boris vede il compagno uscire e decide di seguirlo per poter chiarire con lui. Yuri però quasi non si accorge di Boris, la sua attenzione è catturata da un coniglio bianco vicino al cancello del Monastero. Il piccolo animale è ferito e Yuri, impietosito, decide di aiutarlo, ma il roditore non è intenzionato a farsi catturare e lasciando tracce di sangue dietro di sé, trascina il ragazzo fin nel bosco.
Yuri ricorda le parole di Boris della sera precedente e comincia a chiedersi perché abbia seguito l'animale. Quando finalmente il ragazzo raggiunge il coniglio si accorge con terrore che entrambi sono circondati dai lupi, attirati evidentemente dall'odore del sangue.
Spaventato, Yuri non capisce cosa ci facciano i lupi così vicini al centro abitato e senza pensare prende dalle tasche il suo beyblade Wolborg, ma l'oggetto reagisce in maniera inaspettata. Non appena il ragazzo lo stringe fra le mani il beyblade diventa gelato a tal punto che Yuri deve lasciarlo cadere per terra.
I lupi cominciano ad uggiolare ed ululare, gli altri suoni svaniscono e Yuri perde il controllo quando incontra con lo sguardo gli occhi di un esemplare grigio. Cade sulla neve piangendo e urlando: «Smetti... smettila di... GUARDARMI COSI'!»
Boris intanto è tornato al Monastero a raccontare l'accaduto a Sergej, mentre i due parlano sentono in lontananza un ululato.
Yuri riprende conoscenza nel bosco. È solo, non c'è più traccia dei lupi e del coniglio è rimasto solo del sangue sulla neve. Il ragazzo recupera Wolborg confuso e sconvolto da quanto appena accaduto; decide quindi di tornare al Monastero, il luogo che ormai considera casa propria. Ad aspettarlo c'è Sergej che si accorge di quanto il compagno sia strano e disorientato. Tenta quindi di riportarlo alla realtà informandolo che Stan, un uomo che spesso si offre di aiutarli, passerà fra poco a prenderlo.
Stan arriva poco dopo e prima di partire, Yuri torna velocemente in camera sua per recuperare due libri che deve restituire ad una ragazza chiamata Sofia.Torna su
I lupi cominciano ad uggiolare ed ululare, gli altri suoni svaniscono e Yuri perde il controllo quando incontra con lo sguardo gli occhi di un esemplare grigio. Cade sulla neve piangendo e urlando: «Smetti... smettila di... GUARDARMI COSI'!»
Boris intanto è tornato al Monastero a raccontare l'accaduto a Sergej, mentre i due parlano sentono in lontananza un ululato.
Yuri riprende conoscenza nel bosco. È solo, non c'è più traccia dei lupi e del coniglio è rimasto solo del sangue sulla neve. Il ragazzo recupera Wolborg confuso e sconvolto da quanto appena accaduto; decide quindi di tornare al Monastero, il luogo che ormai considera casa propria. Ad aspettarlo c'è Sergej che si accorge di quanto il compagno sia strano e disorientato. Tenta quindi di riportarlo alla realtà informandolo che Stan, un uomo che spesso si offre di aiutarli, passerà fra poco a prenderlo.
Stan arriva poco dopo e prima di partire, Yuri torna velocemente in camera sua per recuperare due libri che deve restituire ad una ragazza chiamata Sofia.
Arrivato a destinazione, Yuri scende dal furgoncino di Stan che lo avvisa che verrà a riprenderlo più tardi. Il ragazzo cerca di scacciare dalla mente ciò che è accaduto quella stessa mattina nel bosco e si inoltra in un edificio. Salite le scale si ferma sul pianerottolo e bussa alla prima porta a destra. Ad attenderlo ci sono Katia e Sofia, due delle tre sorelle che si occupano di giovani ragazze madri. Fra Yuri e le tre sorelle è nata tempo fa una profonda amicizia data dal fatto di trovarsi in situazioni analoghe. Katia e Sofia cominciano a scherzare e a prenderlo un po' in giro: Yuri è un bel ragazzo e i loro commenti lo imbarazzano facendole divertire. In quel momento arriva anche la terza e più giovane delle sorelle, Irina, per cui Yuri dimostra di avere un debole. La ragazza però è incinta e, come accaduto precedentemente, rifiuta le attenzioni del ragazzo, nascondendosi dietro l'amicizia.
Dopo qualche chiacchiera, Yuri restituisce i libri a Sofia: sono volumi in francese che Yuri ha imparato praticamente da solo con l'aiuto di qualche vecchio quaderno della ragazza. Katia dà al ragazzo due sacchi con qualche vecchio indumento per i bambini del Monastero e Sofia gli presta l'ennesimo libro, I quattro quindi si lasciano e Irina accompagna Yuri di sotto lodando la sua intelligenza, ma continuando a rifiutare i suoi sentimenti per lei.Torna su
Dopo qualche chiacchiera, Yuri restituisce i libri a Sofia: sono volumi in francese che Yuri ha imparato praticamente da solo con l'aiuto di qualche vecchio quaderno della ragazza. Katia dà al ragazzo due sacchi con qualche vecchio indumento per i bambini del Monastero e Sofia gli presta l'ennesimo libro, I quattro quindi si lasciano e Irina accompagna Yuri di sotto lodando la sua intelligenza, ma continuando a rifiutare i suoi sentimenti per lei.
Irina e Yuri aspettano quindi il ritorno di Stan e la ragazza ne approfitta per prendere la mano del giovane e posarla sul suo ventre. Yuri, imbarazzato e allo stesso tempo affascinato, sente così muoversi il bambino. Per lui è una sensazione completamente nuova. Irina gli rivela i suoi dubbi riguardo la gravidanza, la ragazza infatti ha affittato l'utero per una famiglia americana. Nonostante i momenti di sconforto però è ben decisa a perseguire i suoi obbiettivi. Yuri si dimostra comprensivo e cerca di rassicurarla, cercando per l'ennesima volta di comunicare con lei, ma Irina lo zittisce anche se con gli occhi lucidi.
Yuri torna nei pressi del monastero ringraziando Stan al quale ha confessato che Irina non vuole nemmeno ascoltarlo. Concludendo l'ultimo tratto di strada a piedi Yuri si domanda se ciò che è accaduto quella mattina nel bosco sia stato reale o meno. Ripensando poi al litigio avuto con Boris la sera precedente comincia ad avere dei dubbi sulla sua decisione di chiedere aiuto a Kai Hiwatari. Proprio allora il russo comincia ad avvertire una strana sensazione: più si avvicina al Monastero, più questa si fa intensa. ormai arrivato, Yuri apre il cancello, pronto a rientrare e davanti al portone dell'edificio c'è Kai Hiwatari ad aspettarlo.
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Yuri torna nei pressi del monastero ringraziando Stan al quale ha confessato che Irina non vuole nemmeno ascoltarlo. Concludendo l'ultimo tratto di strada a piedi Yuri si domanda se ciò che è accaduto quella mattina nel bosco sia stato reale o meno. Ripensando poi al litigio avuto con Boris la sera precedente comincia ad avere dei dubbi sulla sua decisione di chiedere aiuto a Kai Hiwatari. Proprio allora il russo comincia ad avvertire una strana sensazione: più si avvicina al Monastero, più questa si fa intensa. ormai arrivato, Yuri apre il cancello, pronto a rientrare e davanti al portone dell'edificio c'è Kai Hiwatari ad aspettarlo.
Dopo la telefonata di Yuri, Kai è partito per la Russia al fine di raggiungere l'amico. Ora si trova a fissare le lettere incise sulla pietra che recitano "Monastero Vorkof", un nome carico di ricordi. Proprio in quel momento alle sue spalle arriva Yuri e i due si salutano con qualche battuta ironica ed entrano nell'edificio. Sui gradini dell'atrio c'è la piccola Catrina, triste e imbronciata. La bambina, lasciata sola da Sergej dopo i discorsi di Yuri, è scossa e arrabbiata, e dimostra al capitano russo la sua frustrazione. Yuri ne rimane colpito ma decide di lasciar perdere e raggiunge il suo ufficio seguito da Kai.
I due blader parlano così della situazione economica del Monastero. In breve, senza un finanziamento da un privato, il luogo rischia di chiudere e rimandare in strada tutti i bambini che lo occupano. mentre Yuri prega Kai di aiutarli si ode il lontananza l'ululato di un lupo e la conversazione si sposta momentaneamente sull'incontro che il russo ha avuto quella mattina con il branco. Kai sembra sorpreso ma riporta l'attenzione sull'argomento precedente anche se non promette nulla.
Più tardi Sergej trova l'occasione di discutere con Yuri di Catrina. Il biondo è molto affezionato alla bambina e mal sopporta di lasciarla sola.
«Senti Sergej, io ti ho detto di fare così per il suo bene! E anche per il tuo!»
La conversazione diventa presto un litigio e Sergej rivolge a Yuri parole molto dure.Torna su
I due blader parlano così della situazione economica del Monastero. In breve, senza un finanziamento da un privato, il luogo rischia di chiudere e rimandare in strada tutti i bambini che lo occupano. mentre Yuri prega Kai di aiutarli si ode il lontananza l'ululato di un lupo e la conversazione si sposta momentaneamente sull'incontro che il russo ha avuto quella mattina con il branco. Kai sembra sorpreso ma riporta l'attenzione sull'argomento precedente anche se non promette nulla.
Più tardi Sergej trova l'occasione di discutere con Yuri di Catrina. Il biondo è molto affezionato alla bambina e mal sopporta di lasciarla sola.
«Senti Sergej, io ti ho detto di fare così per il suo bene! E anche per il tuo!»
La conversazione diventa presto un litigio e Sergej rivolge a Yuri parole molto dure.
«Sembra che tu abbia paura che io possa trattarla come tu sei stato...»
Sergej però non riesce a finire la discussione con Yuri e lascia la frase a metà. I due compagni vengono infatti interrotti da Boris. Intanto squilla il telefono: Irina è in ospedale. Yuri si precipita preoccupato, ma non riesce a vedere la ragazza. La prima persona che incontra infatti è Katia, una delle due sorelle di Irina che lo rassicura sulle condizioni di salute di quest'ultima. Il motivo per cui Katia ha chiamato Yuri, nonostante Sofia fosse contraria, è un altro: si tratta di Nikolaj, l'ex fidanzato di Irina. Fra i due ragazzi non corre buon sangue; Nikolaj infatti è un poco di buono e ha dato più volte problemi alle tre sorelle, ad Irina specialmente. Inoltre, Yuri nutre un'ovvia gelosia nei suoi confronti. Nikolaj approfitta di tutto questo per provocarlo. Per un attimo presente e passato si fondono insieme e alla figura di Nikolaj si sovrappone quella di Sergej; c'è troppa rabbia in Yuri perché lui possa trattenerla.
Intervengono delle guardie a separarli e portarli fuori, ma questo non basta a fermare il giovane blader. Yuri costringe Nikolaj in un vicolo cieco e il ragazzo, attanagliato dal gelo e dal terrore, comincia a temere per la propria vita e lo supplica di non ucciderlo.
Quando Yuri ritorna in sé accanto a lui c'è Katia.
«Yuri! Che cosa è successo?!» chiede la ragazza, ma lui non sa rispondere, ha un vuoto di memoria e non riesce nemmeno a ricordare dove si trova. Davanti a loro c'è Nikolaj, privo di sensi, ricoperto di neve e in evidente stato di ipotermia. La ragazza è confusa, non capisce cosa possa essere accaduto; suggerisce così a Yuri di scappare per non metterlo nei guai.Torna su
Sergej però non riesce a finire la discussione con Yuri e lascia la frase a metà. I due compagni vengono infatti interrotti da Boris. Intanto squilla il telefono: Irina è in ospedale. Yuri si precipita preoccupato, ma non riesce a vedere la ragazza. La prima persona che incontra infatti è Katia, una delle due sorelle di Irina che lo rassicura sulle condizioni di salute di quest'ultima. Il motivo per cui Katia ha chiamato Yuri, nonostante Sofia fosse contraria, è un altro: si tratta di Nikolaj, l'ex fidanzato di Irina. Fra i due ragazzi non corre buon sangue; Nikolaj infatti è un poco di buono e ha dato più volte problemi alle tre sorelle, ad Irina specialmente. Inoltre, Yuri nutre un'ovvia gelosia nei suoi confronti. Nikolaj approfitta di tutto questo per provocarlo. Per un attimo presente e passato si fondono insieme e alla figura di Nikolaj si sovrappone quella di Sergej; c'è troppa rabbia in Yuri perché lui possa trattenerla.
Intervengono delle guardie a separarli e portarli fuori, ma questo non basta a fermare il giovane blader. Yuri costringe Nikolaj in un vicolo cieco e il ragazzo, attanagliato dal gelo e dal terrore, comincia a temere per la propria vita e lo supplica di non ucciderlo.
Quando Yuri ritorna in sé accanto a lui c'è Katia.
«Yuri! Che cosa è successo?!» chiede la ragazza, ma lui non sa rispondere, ha un vuoto di memoria e non riesce nemmeno a ricordare dove si trova. Davanti a loro c'è Nikolaj, privo di sensi, ricoperto di neve e in evidente stato di ipotermia. La ragazza è confusa, non capisce cosa possa essere accaduto; suggerisce così a Yuri di scappare per non metterlo nei guai.
Yuri comincia a correre senza nemmeno sapere dove andare, è stordito, confuso, ma proprio allora ha l'assoluta certezza di aver incontrato realmente i lupi nel bosco. Quando si ferma, senza fiato, si rifugia in un vicolo. Si rende conto che qualcosa lo segue, qualcosa che non lo abbandona mai, qualcosa che sta alle sue spalle. Incontra allora Andrej che lo riconosce nonostante la brutta cera e si domanda se il ragazzo sia in grado di vedere questo qualcosa, ma è impossibile. Andrej lo invita a seguirlo.
Il giovane senza tetto recupera due birre, ruba delle mele e un portafogli in un mercato e infine porta Yuri in una chiesa in cui si sta celebrando la funzione serale.
«Mi ero quasi dimenticato come si faceva.» gli dice Yuri riferendosi al furto, «Sei veloce.»
«Grazie.» risponde Andrej con un certo orgoglio, «Io e te ci intendiamo, vero? L'ho capito il primo giorno che ti ho incontrato in quel cavolo di monastero.»
A quel punto Yuri aggiunge, facendo una previsione: «Prima o poi accadrà. Sarai nei guai e nessuno ti aiuterà. Rubare... vivere alla giornata... parlo di questo.»
Gli suggerisce di non portare guai al Monastero, rivelando una profonda conoscenza del modo di vita dei ragazzi di strada. Andrej comincia ad innervosirsi, il discorso non gli piace e tenta di ironizzare, ma Yuri replica con una frase che gli farà definitivamente sparire il sorriso dalla faccia: «Se hai un problema è tuo soltanto.»
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Il giovane senza tetto recupera due birre, ruba delle mele e un portafogli in un mercato e infine porta Yuri in una chiesa in cui si sta celebrando la funzione serale.
«Mi ero quasi dimenticato come si faceva.» gli dice Yuri riferendosi al furto, «Sei veloce.»
«Grazie.» risponde Andrej con un certo orgoglio, «Io e te ci intendiamo, vero? L'ho capito il primo giorno che ti ho incontrato in quel cavolo di monastero.»
A quel punto Yuri aggiunge, facendo una previsione: «Prima o poi accadrà. Sarai nei guai e nessuno ti aiuterà. Rubare... vivere alla giornata... parlo di questo.»
Gli suggerisce di non portare guai al Monastero, rivelando una profonda conoscenza del modo di vita dei ragazzi di strada. Andrej comincia ad innervosirsi, il discorso non gli piace e tenta di ironizzare, ma Yuri replica con una frase che gli farà definitivamente sparire il sorriso dalla faccia: «Se hai un problema è tuo soltanto.»
Usciti dalla chiesa Andrej e Yuri si separano, ognuno per la strada che ha scelto di percorrere. Yuri sa che non rivedrà più quel ragazzo e comincia a camminare per raggiungere il Monastero. Solo sulla via di casa, sotto la pioggia che comincia a cadere, Yuri pensa a tutto quello che gli è accaduto recentemente e non ha voglia di rivedere Sergej per discutere nuovamente, quando invece avrebbe voglia di mettergli le mani addosso e tornare quello di un tempo.
“Sembra che tu abbia paura che io possa trattarla come tu sei stato... trattato da Vorkof.”
È così che Sergej avrebbe concluso la frase, ma non è affatto quello che Yuri pensa in proposito. Catrina crescerà e non le importa di lei, ma di Sergej che tenta di costruire con lei un legame che distruggerebbe ciò che lo unisce a Yuri e a Boris. Yuri è preoccupato di perdere ciò a cui tiene, la propria casa, Boris e Sergej, Irina. Questo è il motivo per cui si è fatto carico della responsabilità del Monastero.
Capisce così di non essere mai cambiato; è rimasto il capo fiero ed egoista che incute terrore e soffoca la propria paura.. Non gli importa della felicità degli altri, ma solo dei suoi bisogni, preoccupato soltanto di poter perdere ciò ama.
** Inizia qui un flashback che proseguirà nei capitoli successivi. Siamo sempre al Monastero ma parecchi anni prima. Yuri è un bambino arrivato da poco, ma è debole. Vorkof lo nota subito e decide così di riservargli un trattamento speciale. «I suoi occhi sono carichi di frustrazione. Di odio.» dice Vorkof , «Toglietelo dai dormitori comuni. Chiudetelo nelle celle dei sotterranei. Lo temprerà. E scopriremo cos'è che teme al punto di odiare così tanto.» **
Tornato al Monastero Yuri trova Kai seduto sui gradini dell’edificio. Il giapponese gli offre da bere una bottiglia di vodka. L’alcol non fa altro che enfatizzare lo stato di infelicità e rabbia del ragazzo che, ormai ubriaco, si alza in piedi chiedendo al giapponese di seguirlo.
«Che cosa vuoi farmi vedere?» chiede Kai.
Le labbra di Yuri si curvano in uno strano e inquietante sogghigno prima di rispondergli.
«La mia tomba.»
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“Sembra che tu abbia paura che io possa trattarla come tu sei stato... trattato da Vorkof.”
È così che Sergej avrebbe concluso la frase, ma non è affatto quello che Yuri pensa in proposito. Catrina crescerà e non le importa di lei, ma di Sergej che tenta di costruire con lei un legame che distruggerebbe ciò che lo unisce a Yuri e a Boris. Yuri è preoccupato di perdere ciò a cui tiene, la propria casa, Boris e Sergej, Irina. Questo è il motivo per cui si è fatto carico della responsabilità del Monastero.
Capisce così di non essere mai cambiato; è rimasto il capo fiero ed egoista che incute terrore e soffoca la propria paura.. Non gli importa della felicità degli altri, ma solo dei suoi bisogni, preoccupato soltanto di poter perdere ciò ama.
** Inizia qui un flashback che proseguirà nei capitoli successivi. Siamo sempre al Monastero ma parecchi anni prima. Yuri è un bambino arrivato da poco, ma è debole. Vorkof lo nota subito e decide così di riservargli un trattamento speciale. «I suoi occhi sono carichi di frustrazione. Di odio.» dice Vorkof , «Toglietelo dai dormitori comuni. Chiudetelo nelle celle dei sotterranei. Lo temprerà. E scopriremo cos'è che teme al punto di odiare così tanto.» **
Tornato al Monastero Yuri trova Kai seduto sui gradini dell’edificio. Il giapponese gli offre da bere una bottiglia di vodka. L’alcol non fa altro che enfatizzare lo stato di infelicità e rabbia del ragazzo che, ormai ubriaco, si alza in piedi chiedendo al giapponese di seguirlo.
«Che cosa vuoi farmi vedere?» chiede Kai.
Le labbra di Yuri si curvano in uno strano e inquietante sogghigno prima di rispondergli.
«La mia tomba.»
Seguiti da Sergej che li ha visti allontanarsi, Yuri e Kai raggiungono l’interno della foresta. L'unico ad accorgersi di lui è Kai che lo fissa di sbieco con un'espressione indecifrabile. A quel punto Sergej ha un ripensamento e si chiede se sia giusto seguirli, sentendosi improvvisamente colpevole per essersi intromesso; ma presto questi dubbi scompaiono: Sergej ha capito dove Yuri sta conducendo Kai e non è intenzionato a lasciarlo solo per nessun motivo. La discussione avuta con Yuri quella mattina perde importanza.
**Continua il flashback iniziato nel capitolo precedente. Yuri viene prelevato con la forza dal dormitorio in piena notte dagli uomini di Vorkof che lo conducono nei sotterranei e lo rinchiudono in una fredda cella, lasciandolo con le sue paure. Yuri ha ragione di temere per se stesso perché conosce bene le regole del monastero in cui tutto è organizzato in funzione di un metodo collaudato: quello del premio o della punizione. I ragazzi più promettenti vengono spostati dai dormitori comuni ai piani superiori in stanze singole e più tranquille, i meno dotati portati nei sotterranei in cui vengono puniti e da cui a volte non tornano affatto. Nessuno però ne parla mai o si ribella, è la legge del mondo nel quale tutti vivono: "Se hai un problema è tuo soltanto".
Yuri viene lasciato solo al freddo e al buio nella cella per diversi giorni e la sua salute, fisica e mentale, comincia a risentirne. Sente dei passi avvicinarsi e una luce apparire dal fondo del corridoio. Si aggrappa alle sbarre in attesa.**
Yuri prosegue il cammino inoltrandosi nella foresta seguito dai due compagni fino a quando rallenta il passo ed infine si ferma indicando un punto nelle tenebre davanti a sé con la mano che regge la bottiglia dalla quale si concede un altro sorso di liquore.
Kai si avvicina cercando di vedere qualcosa, ma non riesce a scorgere nulla; avanza allora di un passo, ma prima che possa farne un altro Sergej lo blocca. Yuri cade a terra in ginocchio e libera una risata nervosa e isterica.Torna su
**Continua il flashback iniziato nel capitolo precedente. Yuri viene prelevato con la forza dal dormitorio in piena notte dagli uomini di Vorkof che lo conducono nei sotterranei e lo rinchiudono in una fredda cella, lasciandolo con le sue paure. Yuri ha ragione di temere per se stesso perché conosce bene le regole del monastero in cui tutto è organizzato in funzione di un metodo collaudato: quello del premio o della punizione. I ragazzi più promettenti vengono spostati dai dormitori comuni ai piani superiori in stanze singole e più tranquille, i meno dotati portati nei sotterranei in cui vengono puniti e da cui a volte non tornano affatto. Nessuno però ne parla mai o si ribella, è la legge del mondo nel quale tutti vivono: "Se hai un problema è tuo soltanto".
Yuri viene lasciato solo al freddo e al buio nella cella per diversi giorni e la sua salute, fisica e mentale, comincia a risentirne. Sente dei passi avvicinarsi e una luce apparire dal fondo del corridoio. Si aggrappa alle sbarre in attesa.**
Yuri prosegue il cammino inoltrandosi nella foresta seguito dai due compagni fino a quando rallenta il passo ed infine si ferma indicando un punto nelle tenebre davanti a sé con la mano che regge la bottiglia dalla quale si concede un altro sorso di liquore.
Kai si avvicina cercando di vedere qualcosa, ma non riesce a scorgere nulla; avanza allora di un passo, ma prima che possa farne un altro Sergej lo blocca. Yuri cade a terra in ginocchio e libera una risata nervosa e isterica.
Sergej si avvicina a Yuri per aiutarlo ad alzarsi, ma il capitano lo allontana bruscamente; in quel momento Kai percepisce la presenza di un freddo che proviene direttamente dal basso.
** Altro piccolo flashback che si somma a quelli dei capitoli 10 e 11. Alla cella in cui Yuri è stato rinchiuso si avvicina Vorkof, scortato da altri due uomini. Il suo viso è coperto da una maschera e sorride in modo inquietante.**
Il cielo carico di pioggia tuona e un lampo illumina per un momento il luogo in cui si trovano i tre ragazzi. Kai vede finalmente che Yuri è inginocchiato sull'orlo di una buca ampia e profondissima. Chi l’ha scavata? E perché nel bel mezzo della foresta? Il temporale intanto si abbatte su di loro.
Kai si inginocchia accanto al russo e nota nella tasca dei pantaloni di Yuri, il suo beyblade, Wolborg, che emette un bagliore bianco ed intenso. Estrae allora il suo Dranzer: il beyblade è caldo e il BitPower brilla.
«È questa la tomba?» chede Kai, «Perché?»
«Perché io qui sono morto. Morto e poi sono rinato. Perché è stata scavata per me.» spiega Yuri ormai fuori di sé. Il giapponese non ha il tempo di chiedere altre spiegazioni, Yuri versa un po' della vodka rimasta nella fossa urlando: «Facciamo un brindisi... Vladimir! Brindo a te, Vladimir Vorkof!!»
Sergej tenta di allontanarlo, ma Yuri lo respinge una seconda volta e la bottiglia cade a terra e rotola lontano.
«Sono un miserabile...» dice Yuri fra le lacrime, «Sono solo un piccolo inutile... inutile, miserabile bastardo... Ha ragione lei... a non volermi.»
Solo a quel punto si arrende e lascia che il compagno biondo lo carichi sulla schiena per riportarlo al monastero. Kai prima di raggiungerli raccoglie la bottiglia di vodka da terra, torna vicino alla buca e versa ciò che rimane nell'oscurità. «Brindo a te, Vladimir Vorkof.» ripete con amarezza.Torna su
** Altro piccolo flashback che si somma a quelli dei capitoli 10 e 11. Alla cella in cui Yuri è stato rinchiuso si avvicina Vorkof, scortato da altri due uomini. Il suo viso è coperto da una maschera e sorride in modo inquietante.**
Il cielo carico di pioggia tuona e un lampo illumina per un momento il luogo in cui si trovano i tre ragazzi. Kai vede finalmente che Yuri è inginocchiato sull'orlo di una buca ampia e profondissima. Chi l’ha scavata? E perché nel bel mezzo della foresta? Il temporale intanto si abbatte su di loro.
Kai si inginocchia accanto al russo e nota nella tasca dei pantaloni di Yuri, il suo beyblade, Wolborg, che emette un bagliore bianco ed intenso. Estrae allora il suo Dranzer: il beyblade è caldo e il BitPower brilla.
«È questa la tomba?» chede Kai, «Perché?»
«Perché io qui sono morto. Morto e poi sono rinato. Perché è stata scavata per me.» spiega Yuri ormai fuori di sé. Il giapponese non ha il tempo di chiedere altre spiegazioni, Yuri versa un po' della vodka rimasta nella fossa urlando: «Facciamo un brindisi... Vladimir! Brindo a te, Vladimir Vorkof!!»
Sergej tenta di allontanarlo, ma Yuri lo respinge una seconda volta e la bottiglia cade a terra e rotola lontano.
«Sono un miserabile...» dice Yuri fra le lacrime, «Sono solo un piccolo inutile... inutile, miserabile bastardo... Ha ragione lei... a non volermi.»
Solo a quel punto si arrende e lascia che il compagno biondo lo carichi sulla schiena per riportarlo al monastero. Kai prima di raggiungerli raccoglie la bottiglia di vodka da terra, torna vicino alla buca e versa ciò che rimane nell'oscurità. «Brindo a te, Vladimir Vorkof.» ripete con amarezza.
Tornati al monastero, Sergej porta Yuri ormai privo di sensi nella sua stanza. Boris è furibondo e tenta di prendersela con Kai che però si eclissa nella propria stanza cercando di riscaldarsi. Ritrovare il calore però gli risulta difficile: ha già speso troppe energie per alleviare il dolore di Yuri durante il ritorno. In parallelo, Yuri e Kai scivolano nell'incoscienza sentendo dei passi echeggiare sul pavimento di pietra.
**Continua il flashback dei capitoli 10, 11 e 12. Vorkof entra nella cella di Yuri, si toglie la maschera e gli ordina di avvicinarsi. L'uomo esercita un forte potere psicologico su di lui con domande che lo fanno sentire in colpa per la debolezza dimostrata. Quando, alla domanda «Vuoi continuare a restare qui?», Yuri stilla «No! La prego!», Vorkof sfoga su di lui tutta la violenza che fino ad allora aveva trattenuto. Afferra il bambino per i capelli facendogli più male possibile e lo apostrofa così dicendo: «E che cosa dovrei farmene di un piccolo inutile bastardo, secondo te?! Ogni volta che non ti impegni, dimostri quanto la tua esistenza sia inutile! Ogni volta che perdi un incontro, tu offendi me e questo monastero!!». Poi lo colpisce facendolo cadere a terra. Yuri, in lacrime, si rannicchia strisciando sulle pietre umide e alza le mani cercando invano di proteggersi e placare la collera del suo aggressore.**Torna su
**Continua il flashback dei capitoli 10, 11 e 12. Vorkof entra nella cella di Yuri, si toglie la maschera e gli ordina di avvicinarsi. L'uomo esercita un forte potere psicologico su di lui con domande che lo fanno sentire in colpa per la debolezza dimostrata. Quando, alla domanda «Vuoi continuare a restare qui?», Yuri stilla «No! La prego!», Vorkof sfoga su di lui tutta la violenza che fino ad allora aveva trattenuto. Afferra il bambino per i capelli facendogli più male possibile e lo apostrofa così dicendo: «E che cosa dovrei farmene di un piccolo inutile bastardo, secondo te?! Ogni volta che non ti impegni, dimostri quanto la tua esistenza sia inutile! Ogni volta che perdi un incontro, tu offendi me e questo monastero!!». Poi lo colpisce facendolo cadere a terra. Yuri, in lacrime, si rannicchia strisciando sulle pietre umide e alza le mani cercando invano di proteggersi e placare la collera del suo aggressore.**
**Il capitolo riprende il flashback dei capitoli 10, 11, 12 e 13. Vorkof continua ad infierire sul piccolo Yuri con la violenza fisica e psicologica mentre i suoi sottoposti sembrano divertirsi parecchio.
«Le guardie mi hanno riferito che urli e ti agiti, che hai degli incubi... che strilli e frigni come una femminuccia.» continua Vorkof, «La tua piccola, miserabile vita mi appartiene, posso fare di te ciò che voglio. Nessuno ti aspetta là fuori. Se mi sbarazzo di te, sarai solo, Yuri.»
«No, la prego... non mi mandi via!» supplica Yuri aggrappandosi ai vestiti dell'uomo. «Io sono la tua unica speranza. Sono la tua famiglia, l'unico di cui ti puoi fidare. Sono il tuo re... sono il tuo dio! Mi devi obbedienza!» sibila Vorkof, «Mi giuri la tua fedeltà? Giuralo, Yuri!! Giuralo adesso!»
Yuri non ha molta scelta: «Lo giuro... lo giuro! Farò qualsiasi cosa per lei, signore! Ma la prego, non mi lasci più qui!»
Vorkof a quel punto ride soddisfatto e cambia registro; prende il viso di Yuri fra le mani e domanda: «Di che cosa hai paura? Stare solo ti fa paura? È solo questo? No, non mi sono sbagliato... c'è qualcosa di più, vero? Qualcosa che ti terrorizza, qualcosa che odi e temi allo stesso tempo. Non ti piacerebbe controllare questa paura? Usarla a tuo piacimento? Devi credere in me, Yuri. Non ti farebbe piacere controllare quello che ti spaventa? Incutere il terrore... anziché esserne soggetto.»
Yuri annuisce, perché non può fare altro e perché in fondo lo vuole davvero; il desiderio infinito che prova in quel momento lo porta a convincersi che quell'uomo possa sul serio far accadere tutto ciò. Vuole controllare la paura e smettere di piangere.
«Di che cosa hai paura?» chiede ancora l'uomo.
«Della neve.» risponde infine Yuri continuando a piangere. Vorkof lo osserva ancora per qualche istante, passa un dito sulle labbra bagnate di Yuri, asciugandole. Poi si rimette la maschera ed esce dalla cella ordinando ai suoi uomini: «Ripulitelo e riportatelo ai dormitori. Dormitorio E.»
Fine flashback.**
È ormai mattina al monastero. Kai entra nella stanza di Yuri per controllare le sue condizioni. Boris è rimasto con lui tutta la notte e informa Kai che Yuri ha la febbre. Fra i due nasce una discussione e Boris dice: «Io sono convinto che tu sappia molto più di quello che lasci intendere. Tu sai cosa sta accadendo a Yuri.»
«Pensi che se lo sapessi veramente non lo avrei già detto?» lo provoca Kai, «Che razza di persona credi che io sia?»
«Un bastardo. E vediamo se indovino un'altra cosa: scommetto che la tua visita qui ha un secondo fine. Ci dev'essere qualcos'altro che ti ha portato a Mosca.» dice Boris convinto di aver messo il giapponese con le spalle al muro, ma questi riesce ad eludere la spiegazione e lo lascia a bocca asciutta raggiungendo poi Sergej che si trova fuori, seduto sui gradini del portone d'ingresso.
«Kai, ascolta...» gli dice il biondo, «...vorrei confidarti una cosa. Una cosa accaduta molto tempo fa.»Torna su
«Le guardie mi hanno riferito che urli e ti agiti, che hai degli incubi... che strilli e frigni come una femminuccia.» continua Vorkof, «La tua piccola, miserabile vita mi appartiene, posso fare di te ciò che voglio. Nessuno ti aspetta là fuori. Se mi sbarazzo di te, sarai solo, Yuri.»
«No, la prego... non mi mandi via!» supplica Yuri aggrappandosi ai vestiti dell'uomo. «Io sono la tua unica speranza. Sono la tua famiglia, l'unico di cui ti puoi fidare. Sono il tuo re... sono il tuo dio! Mi devi obbedienza!» sibila Vorkof, «Mi giuri la tua fedeltà? Giuralo, Yuri!! Giuralo adesso!»
Yuri non ha molta scelta: «Lo giuro... lo giuro! Farò qualsiasi cosa per lei, signore! Ma la prego, non mi lasci più qui!»
Vorkof a quel punto ride soddisfatto e cambia registro; prende il viso di Yuri fra le mani e domanda: «Di che cosa hai paura? Stare solo ti fa paura? È solo questo? No, non mi sono sbagliato... c'è qualcosa di più, vero? Qualcosa che ti terrorizza, qualcosa che odi e temi allo stesso tempo. Non ti piacerebbe controllare questa paura? Usarla a tuo piacimento? Devi credere in me, Yuri. Non ti farebbe piacere controllare quello che ti spaventa? Incutere il terrore... anziché esserne soggetto.»
Yuri annuisce, perché non può fare altro e perché in fondo lo vuole davvero; il desiderio infinito che prova in quel momento lo porta a convincersi che quell'uomo possa sul serio far accadere tutto ciò. Vuole controllare la paura e smettere di piangere.
«Di che cosa hai paura?» chiede ancora l'uomo.
«Della neve.» risponde infine Yuri continuando a piangere. Vorkof lo osserva ancora per qualche istante, passa un dito sulle labbra bagnate di Yuri, asciugandole. Poi si rimette la maschera ed esce dalla cella ordinando ai suoi uomini: «Ripulitelo e riportatelo ai dormitori. Dormitorio E.»
Fine flashback.**
È ormai mattina al monastero. Kai entra nella stanza di Yuri per controllare le sue condizioni. Boris è rimasto con lui tutta la notte e informa Kai che Yuri ha la febbre. Fra i due nasce una discussione e Boris dice: «Io sono convinto che tu sappia molto più di quello che lasci intendere. Tu sai cosa sta accadendo a Yuri.»
«Pensi che se lo sapessi veramente non lo avrei già detto?» lo provoca Kai, «Che razza di persona credi che io sia?»
«Un bastardo. E vediamo se indovino un'altra cosa: scommetto che la tua visita qui ha un secondo fine. Ci dev'essere qualcos'altro che ti ha portato a Mosca.» dice Boris convinto di aver messo il giapponese con le spalle al muro, ma questi riesce ad eludere la spiegazione e lo lascia a bocca asciutta raggiungendo poi Sergej che si trova fuori, seduto sui gradini del portone d'ingresso.
«Kai, ascolta...» gli dice il biondo, «...vorrei confidarti una cosa. Una cosa accaduta molto tempo fa.»
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